HomeSpecialiSportSì, è proprio qui la festa . Vige il divieto di dormireDal mercoledì prima della gara alla domenica il popolo della notte si scatena. Musica e grigliate fino all’alba accompagnano l’attesa per i rombi del Mondiale.Il tipico pubblico del Mugello: tende, notti insonni e grigliateRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"Al Mugello non si dorme". E sia chiaro che non si tratta di un semplice, accattivante, modo di dire. Macchè. Al Mugello, nel weekend del Motomondiale non si dorme davvero. Anzi, non si è mai dormito e mai si dormirà. Perché la festa del Gp, quella che accompagna tutto e tutti alla gara della domenica, al Mugello, sulle sue colline attorno alla pista, inizia per tempo (in tanti si avvicinano al tracciato al mercoledì) e finisce la domenica sera tardi.
Dopo le emozioni dei sorpassi, la sbornia del podio e i saluti con tanto di appuntamento all’anno che verrà. "Al Mugello non si dorme", dunque, ovvero lo slogan-hastag che accende social e web, per incorniciare l’happening della tre giorni più importante del motociclismo. Camper (nelle aree perfettamente disposte come un maxi-campeggio a cinquestelle) e tende diventano così quel rifugio dove in tanti, ma davvero in tanti, decidono di vivere le loro giornate e appunto anche le notti attorno allo spettacolo della pista. Musica, barbecue, grigliate, sorrisi e birre: tutto quanto, insomma, fa parte dello show. A dormire si penserà un’altra volta. Magari la prossima settimana. Perché le notti del Mugello sono già un pezzetto della storia della pista e del suo essere al centro del Mondo. Prendiamo le foto degli anni di Valentino Rossi. C’era un momento clou nel vivere il Mugello di e con Vale: quello della festa a sorpresa che il pilota regalava ai suoi fans prima di chiudersi per riposare nel suo motorhome. Rossi voleva il contatto con la gente, con la sua gente e così, il giretto sulle colline per un saluto, un abbraccio e una pacca sulle palle (una? diecimila) è stato un classico.













