PORDENONE - Jonas Vingegaard sul trono di Piancavallo conquista il Giro d’Italia 2026, in attesa dell’ufficialità dopo la passerella conclusiva di Roma. Con questo sigillo, il quinto in questa edizione, il danese ha centrato la tripla corona: Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna come nel passato fecero solo Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome. Il danese della Visma Lease a Bike ha saputo attaccare ed è riuscito a vincere con grande maestria. In seconda posizione ha chiuso Felix Gall della Decathlon CMA CGM davanti a Jay Hindley della Red Bull Bora Hansgrohe.

«Sono felice di aver conquistato questo traguardo non solo per me, ma anche per i miei compagni di squadra che hanno fatto un lavoro straordinario - ha affermato lo stesso Vingegaard, dopo il traguardo -. Ho vinto cinque tappe e sono in testa quando manca una sola frazione al termine. Sul Piancavallo ho avuto buone sensazioni e volevo onorare tutti quei tifosi che hanno voluto ricordare il dramma del terremoto del 1976». ANONIMO Per gli atleti italiani si è chiuso l’ennesimo Giro anonimo. Gli azzurri, Giulio Ciccone a parte che ha conquistato la maglia degli scalatori, non sono mai stati protagonisti per le posizioni che contano. L’atteso Pellizzari è saltato, Piganzoli e Caruso sono in top10 da gregari. C'è davvero poco da festeggiare. Prima della partenza i corridori si sono fermati qualche secondo a Gemona, per un momento di raccoglimento, in memoria delle vittime del terremoto che avvenne cinquant'anni fa (1976). Dopo pochi chilometri dal via, ha preso corpo la fuga di cinque corridori (Jonas Geens, Axel Huens, Jack Haig, Thomas Guillermo Silva e Andreas Leknessund) e dopo un lungo inseguimento si sono accodati anche Manuele Tarozzi e Larry Warbasse.L’ascesa di Clauzetto (Gpm di 3. categoria) ha visto primeggiare Il campione nazionale norvegese, Leknessund, davanti a Huens e Silva. I battistrada hanno continuato a lavorare di comune accordo, dandosi cambi e cooperando senza problemi, tanto da iniziare la prima erta di Piancavallo con un vantaggio superiore di 4' nei confronti del plotone dei migliori. Sulle rampe avianesi si è assottigliato il plotoncino di testa in quanto Tarozzi e Silva si sono staccati. Poco dopo Jack Haig ha aumentato il ritmo e solo Leknessund e Warbasse sono riusciti a tenergli le ruote. In difficoltà invece Geens e Huens. In cima a Piancavallo è passato in testa Haig, seguito da Warbasse e poi Leknessund. Il vantaggio del trio di testa, nel contempo, si è ridotto a soli 1’22”. MAGLIA AZZURRA Proprio dopo il primo passaggio montano, Giulio Ciccone, ha festeggiato, in maniera definitiva, la maglia azzurra, ufficializzando di conseguenza la seconda vittoria montana in carriera, dopo 7 anni dalla prima. Il trio in testa ha affrontato il tratto in discesa, con determinazione anche grazie all'asfalto in perfette condizioni, in un tratto comunque molto tecnico. Prima della seconda ascesa Ludovico Crescioli, Igor Arrieta e Alex Huens si sono portati sui tre battistrada, formando in questo modo un sestetto in testa alla corsa, con un vantaggio di 2' sul gruppo maglia rosa. A 10 chilometri dall'inizio dell'erta finale, Arrieta è passato per primo sul traguardo volante RedBull, seguito da Warbasse e Crescioli. Lo statunitense sull'ultima ascesa si è piantato e in testa sono rimasti Arrieta e Crescioli. Dal gruppo intanto è scattato Vingegaard e solo Gall è riuscito a rimanere alla sua ruota. A 8 chilometri all’arrivo il danese in maglia rosa, è andato al comando e da solo si è involato verso l'epilogo per una cavalcata trionfale, senza tra l'altro esprimere il 100% del suo potenziale. Da evidenziare pure l'omaggio dei tifosi a Giulia Cecchettin nel tratto di strada tra Piancavallo e Barcis. Sono stati tre in precedenza gli arrivi del Giro a Piancavallo: il primo nel 1998 e a vincere fu Marco Pantani, nel 2017 ci fu il successo di Mikel Landa e nel 2020 trionfò Tao Geoghegan Hart.