RONCADE (TREVISO) - «I giovani di Roncade non sono solo questi» tuona il sindaco nonché presidente della Provincia Marco Donadel, riferendosi all’episodio della rapina avvenuta in via del Parco a Roncade giovedì pomeriggio. «La baby gang che ha aggredito quei ragazzi la conosciamo e la teniamo d’occhio, ma non si dica mai che rappresentino Roncade. Sono lo zero virgola».
E fa un esempio in carne e ossa: Johnny Caldato, che a quindici anni si sta già sudando il titolo di maestro d’ascia. Proprio ieri è stato premiato al Salone nautico di Venezia per i suoi meriti da giovane artigiano. Il suo obiettivo già in parte raggiunto è quello di diventare capace di costruire e restaurare gondole e imbarcazioni in legno della laguna, proprio come si faceva una volta. Una passione insolita e di conseguenza coraggiosa che riporta a un mestiere artigianale fatto di legno e fatica. «Ci sono anche ragazzi come Johnny, che studiano e lavorano per realizzare i propri sogni e portare alto il nome della città» spiega Donadel.Baby gang ruba il borsello ai coetanei, sferra una testata a una 15enne e si dà alla fuga. Due persone denunciate La storia Due anni fa Johnny aveva già fatto una scelta che molti ragazzi rimandano per anni: da allora vive in convitto a Venezia e frequenta l’istituto “Vendramin Corner”, dove ha scelto la specializzazione in “Made in Italy” legata alla cantieristica navale.Johnny arriva da anni di calcio nelle giovanili del Venezia, dove è stato anche capitano. Proprio il campo, paradossalmente, è stato il punto di partenza di tutto. «È nata quasi per scherzo – racconta orgoglioso papà Valentino – un ragazzo del Lido gli ha detto “vieni all’open day”, noi siamo andati con lui e da lì è partito tutto. È vero, la nostra famiglia ha il legno e i restauri nel dna, ma è una soddisfazione enorme vederlo così coinvolto. Anche il fratello, Tommy, 19 anni, si dà da fare: oltre al lavoro è volontario della Croce Verde. E invece che uscire a bere, passa la notte in ambulanza. Abbiamo sempre cercato di insegnare il valore della fatica e del rispetto e anche l’importanza di dare una mano agli altri, soprattutto alla propria comunità».Baby gang al cimitero di Badoere incendia le foto dei defunti e i fiori sulle tombe. I famigliari: «Inorriditi». Il sindaco: «Li prenderemo» Sicurezza Dal punto di vista della repressione, come spiega anche il sindaco, il risultato c’è: i baby rapinatori sono stati presi subito. Il sistema di videosorveglianza, inoltre, verrà anche potenziato in futuro. «Abbiamo appena finanziato un ampliamento che andrà a coprire soprattutto le zone più sensibili come i parchetti - spiega Donadel. - «Noi mettiamo in campo tutto quello che possiamo: scuola, progetti di mentoring, servizi sociali. Alcune famiglie sono seguite, c’è un lavoro continuo. Ma a un certo punto questi ragazzi devono assumersi le loro responsabilità. Non si possono giustificare comportamenti del genere».Ed su questo punto è d’accordo anche l’opposizione: «Questi episodi non sono così rari, succedono anche nei piccoli comuni - spiega la consigliera Viviane Moro. - Quando emergono i primi segnali non vanno ignorati: bisogna intervenire subito, prima che degenerino. Servono due linee: da un lato l’azione delle forze dell’ordine, dall’altro il lavoro educativo della comunità insieme alle famiglie, che però spesso tendono a minimizzare i fatti. “Sono ragazzi” dicono, sbagliando. È fondamentale non sottovalutare e denunciare sempre: meglio che capiscano l’errore a 15 anni, piuttosto che più avanti, quando le conseguenze possono essere peggiori».







