di

Lorenza Cerbini

Succede a Milano, la denuncia è del Comitato quartieri case popolari Calvairate-Molise-Ponti che chiama in causa il taglio dei fondi, da parte di Aler, sui servizi di pulizia e disinfestazione: «È una emergenza sanitaria e noi volontari non possiamo più occuparcene, chi può intervenga»

C'è stato un tempo in cui, almeno a Milano, dire «topi d'appartamento» era una metafora per dire i soliti ignoti specializzati in furti domestici. Adesso, almeno nelle case popolari del quartiere Calvairate-Molise-Ponti, sudest della città, l'immagine è letterale anche se l'invasione per il momento è concentrata soprattutto nelle cantine. E il Comitato dei volontari che da anni si impegnavano a tener puliti gli spazi in cui l'amministrazione non arrivava, alla fine, hanno gettato la spugna: «Situazione troppo critica, non ce la facciamo più». Segue appello all'Aler: «Faccia qualcosa o lasci spazio a chi può farla».

La denuncia è del Comitato quartieri case popolari Calvairate-Molise-Ponti che chiama in causa il taglio dei fondi, da parte di Aler, sui servizi di pulizia e disinfestazione. «Il quartiere - scrivono i rappresentanti del Comitato in una nota - sta subendo da mesi una vera invasione di topi che vivono nellecantine piene di rifiuti e si cibano delle immondizie che invadono i cortili. E questo mentre Aler Milano ha dichiarato nel suo Piano di sostenibilità 2026 che, per mancanza di fondi, si trova costretta a ridurre i servizi di pulizia e manutenzione già del tutto inadeguati».La nota prosegue sottolineando che «il Comitato da anni è impegnato nella pulizia e nel decoro degli otto caseggiati del quartiere, piantumando le aiuole una volta liberate dai rifiuti e orientando gli abitanti sulla corretta raccolta differenziata». E i rappresentanti proseguono: «Il nostro lavoro ha sempre avuto l’attiva collaborazione degli inquilini senza mai voler supplire alla cronica assenza della Proprietà. Oggi però la situazione è tale che abbiamo deciso di interrompere questa attività. Si tratta di un’emergenza sanitaria che ha già coinvolto il Municipio 4, l’Ats e gli assessorati alla Casa e all’Ambiente del Comune di Milano e che crea un forte rischio per la salute collettiva». Appello finale: «Se Aler non è in grado di garantire un servizio dignitoso è necessario che lasci spazio ad altri soggetti capaci di tutelare il patrimonio pubblico e i suoi abitanti».