Ciclismo.31 maggio 2026 alle 00:27

La montagna di Marco Pantani incorona Jonas Vingegaard. Il danese coglie a Piancavallo il quinto successo di tappa (tutti in salita, tutti per distacco, tutti con bacio alla foto della famiglia sul manubrio) e oggi a Roma diventerà il nono corridore della storia ad aver vinto almeno una volta ciascuno dei Grandi Giri: dopo Tour de France (2022-2023) e Vuelta a España (2025), si prende il Giro d’Italia 2026. Mi sono voluto godere il più possibile i metri finali, per fare mie le emozioni, godermi il pubblico e la folla lungo la strada. Per me arrivare a Roma in maglia rosa è speciale, la squadra ha lavorato alla grande in queste settimane, sono contento di sigillare il Giro con questa vittoria. Avevo una maglia particolare oggi, il successo è un modo di onorare anche le persone che sono state toccate dal terremoto di 50 anni fa», ha detto alla Rai. «Il Giro è sempre imprevedibile, molto duro, possono succedere moltissime cose. I miei compagni sono riuscite a controllarle tutte, ed è il motivo per cui ho vinto così tanto. Ho avuto buone risposte anche in ottica Tour de France, sono fiero della corsa che ho fatto».

La salita friulana ha confermato i valori emersi nelle tre settimane, con Felix Gall e Jai Hindley a comporre un podio di tappa identico a quello di domani, al termine della Roma-Roma di 131 km, dedicata ai velocisti e dove Jonathan Milan (ieri festeggiato al passaggio a Buja) cercherà il sigillo. In maglia azzurra degli scalatori sarà premiato Giulio Ciccone, miglior giovane Afonso Eulalio che ha respinto l’assalto di Davide Pinganzoli, ottavo nella generale davanti a un grande Damiamo Caruso, all’ultimo Giro d’Italia.