Il caso31 maggio 2026 alle 00:27Sul diesse c’è la Cremonese: il Cagliari pensa per lui un ruolo da consulente di mercato
Il diesse se ne va. Anzi no, resta a Cagliari come consulente di mercato. Chissà. Non è stata certo garadue della finale playoff di Serie B tra Monza e Catanzaro allo stadio U-Power la location giusta per l’atteso incontro tra Guido Angelozzi e il presidente Tommaso Giulini, che l’anno scorso lo volle portare in Sardegna in virtù della sua conoscenza del calcio dei vivai e della sua propensione a lanciare i giovani nel calcio dei grandi. Magari hanno visto assieme la partita (tra i protagonisti riconosciuti dagli addetti ai lavori, l’ex centrale difensivo rossoblù Andrea Carboni), ma non era quello il momento per riprendersi definitivamente o lasciarsi.
Il personaggio
Angelozzi è l’uomo delle imprese impossibili. È il direttore sportivo che a Perugia è riuscito a salvare dal tracollo la squadra umbra, affidandosi prevalentemente a ragazzi presi dai campionati dilettantistici. Ha portato in Serie A lo Spezia dopo non aver demeritato a Bari e a Lecce, ha fatto bene a Frosinone – dove aveva allungato le grinfie su Matias Soulé – due stagioni fa, ma era retrocesso in B all’ultima giornata solo per la sorte avversa e un gol dell’Udinese. Ovunque sia stato, il suo compito lo ha sempre portato a termine. Anche a Cagliari dove, con un’intuizione, si è inventato Marco Palestra e, alla fine del mercato estivo, Gennaro Borrelli, centravanti, a parametro zero dopo il fallimento del Brescia, oltre al prestito di Luca Mazzitelli. E una sua intuizione è stata anche la cessione di Sebastiano Luperto alla Cremonese: un rischio – è vero – che però ha permesso alla società di monetizzare. Senza dire dei giovani del vivaio che, con la sua esperienza, è riuscito a mettere in mostra.












