La capitale è invasa dai cavalli. Quelli in gara a piazza di Siena, che corrono a Villa Borghese tra gli applausi dei ministri, vip e appassionati di equitazione e quelli in fuga sulla Cristoforo Colombo, verso il mare. La notizia, in apparenza divertente, di una trentina di animali scappati dalle prove per la festa delle Repubblica, si è rivelata parecchio complessa. Almeno quattro persone, (di cui due in condizioni gravi ma non in pericolo di vita), sono state ricoverate in ospedale, si sono verificati alcuni tamponamenti tra auto al passaggio della mandria e la città è rimasta bloccata per diverse ore. E tutto a causa della goliardia di alcuni vigili urbani, e il sospetto.

LA NOTTE TRA IL 29 e il 30 maggio, durante le prove della parata militare del 2 giugno una trentina di cavalli impegnati nella cerimonia ai Fori Imperiali si sono imbizzarriti e sono fuggiti dall’area delle Terme di Caracalla, percorrendo diversi chilometri al galoppo tra auto e passanti lungo via Cristoforo Colombo. Gli automobilisti si sono trovati davanti una scena surreale. «Sono uscito da un ristorante di Garbatella verso le 23.30, appena mi infilo sulla Colombo mi trovo davanti una trentina di cavalli, tutti bardati con gli stemmi, ancora con gli strumenti attaccati, uno aveva un tamburo che pendeva dalle sella, e intorno militari che cercavano di bloccarli a piedi, rischiando anche di farsi male», ha raccontato al manifesto Paolo, 35 anni. «All’inizio ridevamo per la scena assurda, poi siamo rimasti bloccati per lunghissimo tempo. Arrivati verso via Cilicia un poliziotto è entrato nella vettura a fianco e ha intimato all’autista di fare un’inversione a U e di inseguire alcuni cavalli, sembrava la scena di un film americano. Chi faceva video, chi usciva dalla macchina per esasperazione, una baraonda: la città era tutta bloccata», ha continuato. «Quella dei cavalli sembrava la corsa della disperazione», ha aggiunto.