La Russia ha richiamato a Mosca per consultazioni il proprio ambasciatore in Armenia, Sergei Kopyrkin, in segno di forte protesta contro il progressivo avvicinamento di Erevan all'Unione Europea. La mossa diplomatica si consuma a pochi giorni dalle cruciali elezioni del 7 giugno, confermando la profonda crisi politica tra i due storici alleati.Nonostante la forte dipendenza economica da Mosca, la nazione caucasica di tre milioni di abitanti sta intensificando i legami con l'Occidente. Una scelta che ha spinto l'Unione Economica Eurasiatica, a guida russa, a minacciare la sospensione dell'Armenia, suggerendo a Erevan di indire un referendum sull'adesione all'Ue. La frattura tra i due Paesi si era già irrimediabilmente aggravata nel 2023, quando l'Armenia accusò il Cremlino di non averla difesa dall'offensiva militare dell'Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh.In vista del voto, i sondaggi premiano il partito del primo ministro filo-occidentale Nikol Pashinyan, che ha recentemente incassato anche l'endorsement del presidente Usa Donald Trump. Mosca, dal canto suo, continua ad accusare l'Occidente di continue ingerenze, mirate esclusivamente a indebolire l'influenza russa nell'intero spazio ex sovietico. Al momento, il governo armeno non ha rilasciato alcun commento ufficiale sulla decisione del ritiro dell'inviato russo.
Tensioni Mosca-Erevan: la Russia richiama l'ambasciatore in Armenia - Treccani
La Russia ha richiamato a Mosca per consultazioni il proprio ambasciatore in Armenia, Sergei Kopyrkin, in segno di forte protesta







