Nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sul presunto traffico illecito di rifiuti nella discarica Timpazzo a Gela, i magistrati hanno chiesto il sequestro preventivo della società Impianti Srr e la nomina di un amministratore giudiziario. La società in house gestisce la discarica e il servizio rifiuti per tutti i comuni dell’area sud della provincia nissena e per Piazza Armerina, in provincia di Enna. È controllata al 100 per cento dalla Srr4, e quindi dai Comuni che ne fanno parte. La decisione spetterà ora al gip nisseno, che dovrà valutare la richiesta dopo aver ascoltato, a partire da lunedì, gli indagati.
Tra questi figura il manager di Impianti Srr, l’ingegnere Giovanna Picone, destinataria di una richiesta di misura cautelare e convocata, insieme ai suoi più stretti collaboratori destinatari della stessa richiesta. Sono per l’architetto Giuseppe Bellavia, l’ingegnere Salvatore Parlatore, i responsabili d’area, Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Coinvolti pure più di 40 operai, esecutori materiali degli illeciti contestati. L’indagine, condotta anche con videocamere piazzate dentro la discarica, è particolarmente complessa e ha impegnato per due anni i carabinieri del reparto territoriale e del Noe. Secondo la Dda, quanto emerso finora, compreso il presunto traffico illecito di rifiuti, coinvolgerebbe non solo i singoli indagati ma l’intera struttura societaria che gestisce la discarica. Per questo i pm hanno chiesto, oltre alle misure personali, il sequestro preventivo di Impianti Srr, delle quote societarie e la nomina di un commissario giudiziale.









