Roma, 30 mag. (askanews) – Cresce la preoccupazione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria per il clima di tensione che continua a caratterizzare gli istituti penitenziari italiani. L’ennesimo grave episodio, riferisce una nota, si è verificato presso la Casa Circondariale di Salerno, dove un incendio appiccato nell’area di transito del reparto femminile ha provocato l’intossicazione da monossido di carbonio e da fumi tossici di sette poliziotti penitenziari e del Comandante di Reparto, tutti costretti a ricorrere alle cure ospedaliere e sottoposti ai protocolli sanitari previsti per la disintossicazione.
“Ancora una volta – denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE – sono stati gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria a pagare il prezzo più alto di una situazione sempre più complessa e pericolosa. Donne e uomini dello Stato che, con straordinaria professionalità, elevato senso del dovere e grande spirito di servizio, intervengono quotidianamente per garantire sicurezza, legalità e tutela della vita umana all’interno delle carceri, spesso in condizioni operative estremamente difficili”.
Grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria e del Comandante di Reparto, sono state tratte in salvo due detenute presenti nella cella interessata dall’incendio. Tra queste vi era anche la detenuta che aveva provocato il rogo e che successivamente si era barricata all’interno del bagno della cella, aggravando ulteriormente una situazione già altamente critica.








