Chavari – Un nuovo atto vandalico colpisce di nuovo la sede del Partito Democratico a Chiavari: il sergretario della federazione Pd del Tigullio, Antonio Bertani, ha dovuto denunciare alla polizia lo sfondamento della porta della Sala Gramsci, la sala riunioni al pian terreno della sede, lungo la strada. Vetro completamente distrutto, da in cima a in fondo, evidentemente con qualche oggetto contundente. Non c’è traccia di sangue.Il fatto è dunque avvenuto, nel corso della notte tra venerdì e ieri, in via Costaguta, nel pieno centro storico: un’area, magari, al centro di segnalazioni per schiamazzi e qualche intemperanza, questo effettivamente sì. Però, è il secondo episodio, nel giro di sei mesi, che interessa specificamente il partito, e non altri spazi della stessa zona, anche se non ci sono scritte o altre forme di rivendicazione di natura politica. A dicembre, infatti, la sede del Pd era stata già danneggiata, con materiale vario rovesciato. Dopo quell’episodio, alla redazione chiavarese del Secolo XIX era stata fatta arrivare una lettera, apparentemente attribuita a qualche gruppetto di giovanissimi, che si definivano “I ragazzi del misfatto”: «Scriviamo per scusarci del pasticcio che abbiamo combinato - si leggeva - . Non ci aspettavamo questo riscontro a livello nazionale. Siamo ragazzi giovani, senza alcun interesse per la politica». Tutto sarebbe insomma avvenuto sotto l’effetto di qualche bicchiere di troppo, anche il coro “Duce, duce” che diversi riferivano di aver ascoltato durante l’incursione. Adesso, però, si verifica questo bis. Ieri mattina, i membri del partito hanno trovato infranto il vetro della porta della Sala Gramsci, sulla quale, poi, per sicurezza, hanno dovuto abbassare la saracinesca. «Dopo il precedente atto vandalico, denunciato sei mesi fa, non abbiamo più avuto notizie circa l’individuazione dei responsabili - commenta subito Antonio Bertani -. Questo silenzio è difficile da comprendere e rischia di alimentare un senso di impunità che non può essere accettato. Non nascondo - prosegue il segretario di federazione - che il ripetersi di episodi come questo stia contribuendo a creare un clima sempre più pesante e preoccupante. Chi sceglie di colpire una sede politica non danneggia soltanto un bene materiale, ma tenta di intimidire una comunità di persone che quotidianamente si impegna nel confronto democratico e nella vita pubblica della città». Il segretario regionale del Pd, Davide Natale, esprime solidarietà e commenta: « Chi colpisce i luoghi della partecipazione politica non è solo un vandalo e un delinquente, ma è anche un antidemocratico». Sulla stessa linea i parlamentari del partito, secondoi quali « è fondamentale che nessun episodio di intimidazione venga sottovalutato». Il segretario del circolo di Casarza, Lorenzo Guidi, dice che «il ripetersi di questi episodi a Chiavari desta forte preoccupazione e richiede una condanna unanime». Interviene anche la Cgil Tigullio - Golfo Paradiso, con una nota in cui auspica «che celermente venga fatta chiarezza su questi esecrabili episodi individuando i responsabili e rendendone note le finalità». —