BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA) - Lo hanno impiegato nel loro maneggio senza contratto e, quando è rimasto ferito in un incidente sul lavoro, anziché portarlo all'ospedale lo hanno scaricato per strada, sanguinante, facendogli rischiare la vita nel tentativo di non essere scoperti. È questa la ricostruzione degli inquirenti su quanto accaduto la sera del 28 maggio, quando un 56enne cittadino indiano è stato soccorso in via Ca' Dolfin a Bassano dopo essere stato trovato a terra, in mezzo alla strada, in una pozza di sangue. A doversi ora difendere dalle accuse di omissione di soccorso e lesioni personali colpose sono un uomo di 56 anni e la compagna di 48.

Il ritrovamento Il 56enne indiano è stato trovato in via Ca' Dolfin nella tarda serata del 28 maggio da una pattuglia dei carabinieri, allertata dalla telefonata di una donna al 112 che riferiva di un uomo ferito a terra accanto all'ingresso del palazzetto dello sport, vicino all'ospedale. A fare quella telefonata, scopriranno poi gli inquirenti, era stata proprio la donna ora accusata di aver lasciato lì il ferito, usando il cellulare della stessa vittima. Il 56enne presentava numerose gravi ferite e fratture e in quei primi momenti, in un italiano abbozzato e fiaccato dai dolori, era riuscito a far capire ai carabinieri di essersi ferito mentre stava lavorando in un maneggio. Soccorso e trasferito in ospedale, è ricoverato in chirurgia a causa di alcune gravi fratture, con una prognosi di sessanta giorni.Le indagini Immediatamente sono partite le indagini per capire cosa fosse accaduto. Oltre alla testimonianza della vittima sono state raccolte le riprese di numerose telecamere e nel giro di alcune ore gli inquirenti sono risaliti al maneggio indicato dal ferito. Si tratta di una azienda agricola di Schiavon, dove è emerso che il 56enne indiano era stato preso a lavorare da qualche giorno ma senza contratto, ossia a nero. Inoltre sono stati identificati il titolare 56enne e la compagna di 48 anni.La ricostruzione La ricostruzione dell'accaduto ha permesso di appurare come l'operaio fosse accidentalmente caduto da un'altezza di circa 3 metri. Quando la donna lo aveva trovato riverso a terra, anzichè chiamare un'ambulanza aveva avvertito il compagno e avevano caricato il ferito in auto, scaricandolo poi in via Ca' Dolfin vicino all'ospedale. Con il cellulare del ferito la donna si era poi finta una passante e aveva segnalato la presenza dell'uomo al 112. Tutto questo, ritengono gli inquirenti, per timore delle ripercussioni nel momento in cui si fosse scoperto che l'operaio era impiegato senza contratto. Cosa che non ha risparmiato loro la denuncia. A inchiodarli alle loro responsabilità sono state anche le tracce di sangue che i carabinieri hanno individuato nella loro auto. Sono inoltre stati sequestrati i loro cellulari, che saranno ora analizzati. Il titolare dell'azienda è inoltre stato multato per l'impiego a nero dell'operaio e per non averne comunicato l'ospitalità, essendo il ferito formalmente residente in Campania.