Leggi

I dati

di Leandro Perrotta

30 Maggio 2026, 12:43

«La povertà educativa è un attivatore di povertà». Le parole di Sarah Zimbili, assistente sociale di Caritas diocesana di Catania, sintetizzano quanto emerge nell'ottavo e dettagliatissimo rapporto che l'ente confessionale ha illustrato questa mattina nella sede del Seminario Interdiocesano Regina Apostostolorum. Numeri importanti quelli degli interventi assistenziali, ovvero 15.113 per 4.484 persone, caratterizzati però da quel dato sull'istruzione che, come sottolineato dall'arcivescovo Luigi Renna, pone lo studio in una prospettiva che è ben oltre quella assistenziale. Come emerge nel rapporto, il 78% riguarda persone con un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media, e questo rimanda «a quello che è il valore fondante di Caritas, nata 52 anni fa per volere di San Paolo VI: educare». Per spiegare dove intervenire, Renna fa sue le parole di Don Tonino Pepi: «Lessi questo testo nel quale si spiegava cosa sono i "drop out", le persone lasciate ai margini, con un esempio efficace: le arance cadute da un carretto che lentamente cammina trainato da un asino in una stradina siciliana. Quelle cadute vengono lasciate ai margini fino a marcire. I drop out, ovvero coloro che sono emarginati, sono tutti coloro che non sono presi in considerazione. E anche Gesù era un "drop out"».