«Confesso la mia inadeguatezza davanti al mistero della morte». Così il parroco di San Francesco di Pegli don Pierino Cattaneo durante le esequie di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal in una chiesa gremita, alla presenza di Carlo Sommacal e del figlio Matteo, di autorità civili, studenti e colleghi della professoressa morta assieme a sua figlia in una grotta subacquea delle Maldive.
«Su questa triste tragedia si è subito accesa una grande commozione - ha detto il prete - e immediata è stata la mobilitazione di cuori stretti attorno al marito Carlo, al figlio Matteo, ai genitori di Monica Dino e Rita. È un dolore che non può essere detto perché le parole non sono in grado di contenerlo ed esprimerlo».
«Sul braccio Monica - ha ricordato don Piero - aveva un tatuaggio dal salmo "se dovessi camminare in valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me". In questa frase c'è fede incondizionata. Quel signore in cui credeva e si fidava è venuto a prenderla in quel mare in cui lei lo cercava e insieme a Giorgia le ha prese per mano e portate lassù. Nell’anima di tutti ha fatto irruzione una lancinante domanda: perché? perché Dio che è amore ha permesso questo e non lo ha impedito? Anche io alla notizia ho chiesto al Signore, da uomo, ma perché? Non ho alcuna risposta se non la Parola: chi crede in me anche se muore non morirà in eterno. Ma quanta fede ci vuole... Oggi Monica e Giorgia appartengono all’amore di Dio perché - ha concluso - chi crede in me anche se muore vivrà».










