Non conosco i dettagli e non intendo improvvisarmi medico o psicologo. Ma conosco abbastanza la vita da sapere che esistono momenti nei quali una persona perde l'equilibrio. Accade agli sconosciuti e accade ai vip
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Caro direttore Feltri,confesso che la vicenda di Belén Rodriguez mi ha colpito. Prima l'incidente stradale con l'accusa di omissione di soccorso, poi le urla dal balcone della sua abitazione che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Per anni il suo nome è stato associato alla bellezza, al successo, alla fortuna. Eppure oggi sembra emergere il ritratto di una donna in difficoltà.Lei cosa ne pensa?Manuela LombardoCara Manuela,l'omissione di soccorso, se accertata, è una condotta grave. Su questo non vi sono dubbi. Quando si provoca un incidente non ci si allontana, non si gira la testa dall'altra parte, non si lascia che siano altri a gestire le conseguenze delle nostre azioni. Le regole valgono per tutti, anche per i personaggi famosi. Detto questo, non me la sento di unirmi al coro dei moralisti che già stanno processando Belén Rodriguez sulla pubblica piazza. Anzi, a essere sincero, provo una certa compassione. Per anni il suo nome è stato utilizzato come sinonimo di bellezza, successo, denaro, popolarità. Quasi una figura mitologica. Eppure la vita ci insegna una lezione che troppo spesso dimentichiamo: la bellezza non mette al riparo dalla sofferenza. Il successo non protegge dalla solitudine. La notorietà non immunizza dalle crisi. Siamo abituati a guardare le persone fortunate immaginandoche vivano in una sorta di paradiso permanente. Non è così. Anzi, talvolta proprio coloro che sembrano avere tutto finiscono per trovarsi più smarriti degli altri.Leggo delle urla dal balcone, dello stato confusionale, della necessità di un intervento sanitario. Non conosco i dettagli e non intendo improvvisarmi medico o psicologo. Ma conosco abbastanza la vita da sapere che esistono momenti nei quali una persona perde l'equilibrio. Accade agli sconosciuti e accade ai vip. Accade agli uomini e alle donne più forti. Accade a tutti. Anch'io, nel corso della mia lunga esistenza, ho attraversato periodi difficili. Verso i cinquant'anni ho avuto una sorta di crisi esistenziale, eppure lavoravo, producevo, pure con un discreto successo. Chiunque abbia vissuto abbastanza a lungo sa che esistono stagioni della vita nelle quali si procede a fatica, senza capire bene dove si stia andando. Sono tunnel che sembrano interminabili. Eppure, spesso, proprioquei passaggi dolorosi diventano l'inizio di una trasformazione. Per questo non mi sento di giudicare Belén. Mi sento invece di augurarle di ritrovare serenità, equilibrio e pace interiore.Le responsabilità personali, se ci sono, verranno accertate nelle sedi opportune. Ma una società civile dovrebbe conservare la capacità di distinguere tra il giudizio sui fatti e l'accanimento contro una persona.











