Roma, 30 maggio 2026 – Con oltre 900 casi sospetti, oltre ai 134 confermati, "la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (Bvd) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda" richiede "la massima attenzione".

È l’avvertimento lanciato ieri da Palazzo Chigi mentre, all’Inmi Spallanzani di Roma, erano in corso i test sulla chirurga di ‘Medici senza frontiere’ rientrata giovedì notte in Italia da Bunia, capoluogo dell’Ituri, epicentro del focolaio nella Rdc insieme alle province del Nord Kivu e Sud Kivu.

Trasferita in biocontenimento, e subito messa in quarantena, la donna, entrata in contatto con pazienti positivi durante il suo servizio al centro di salute di Salamat, è risultata negativa ma, pur in assenza di sintomi, rimarrà in osservazione fino all’8 giugno.

Il Ministero: “Non c’è allarme Ebola nel nostro Paese". Ma la premier scrive alla Ue

“Sono state attuate misure all’insegna dell’estrema prudenza", spiegano dallo Spallanzani. E il Ministero della Salute assicura: "Non c’è allarme Ebola nel nostro Paese". Ma l’allerta rimane alta. Tanto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto all’Unione europea chiedendo di "sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite".