Ucraina, l’Europa batta un colpo. Perché oggi serve un “mediatore” europeo per l’Ucraina? Per due motivi. Primo, i tempi sono maturi per la diplomazia. Secondo, in un negoziato “vero” per mettere fine alla guerra non può mancare l’Europa. Nell’interesse di Kiev – e questo Volodymir Zelensky, l’ha capito benissimo – e nell’interesse degli europei che, sempre più, vedono nell’Ucraina la loro frontiera di sicurezza. Non ha dunque senso una trattativa sulla guerra e sul dopo guerra senza al tavolo gli europei, diretti interessati all’una e, forse ancor più, all’altra.
A condizione che i diretti interessati europei decidano chi li rappresenta. Che, chiaramente, non può essere trovato, o trovata, in una delle solite alchimie brussellesi pluri-istituzionali. Serve una singola personalità di spessore e caratura politica che parli da pari a pari con gli interlocutori ucraini, russi, americani. Che, inoltre, abbia un mandato più ampio e più rappresentativo della sola Unione europea. Su un tema chiave di sicurezza europea, e di triangolazione con Mosca e Washington, è indispensabile avere a bordo anche Londra, Brexit o non Brexit. Inutile, inoltre, dire che va scelta una personalità non una nazionalità. Per Bruxelles-Ue questa è una prova di maturità geopolitica: occorre pescare senza condizionamenti di schemi istituzionali e di acrobazie fra capitali e famiglie politiche.







