Sono due le manifestazioni previste oggi a Torino, tra Parella e il centro, per lo sciopero generale in tutta Italia. La prima è in piazza Massaua, con un ritrovo che dalle 8 vede già decine di attivisti. La seconda questo pomeriggio alle 18, con una «fiaccolata popolare» che da piazza Castello sfilerà per via Po e poi verso corso Vittorio Emanuele II, raggiungendo infine piazza Vittorio Veneto da corso Cairoli. Dall'aiuola davanti a via Pietro Cossa, il presidio si è mosso verso il centro della piazza. Poco prima, un intervento al microfono ha ricordato il presidio di questa mattina davanti alla fabbrica dell'azienda Fiorentini di Trofarello organizzato dalla sigla sindacale Si-Cobas. "Fuori la guerra da Torino" e "Fuori Leonardo da Torino" sono i cori dei manifestanti fermi al centro dell'incrocio.
Corteo pro Gaza a Torino: 200 attivisti contro guerra e riarmo davanti alla Leonardo
Gli slogan e i cori «Sciopero contro guerra e genocidio. Torino non si arruola», dice lo striscione preparato dagli antagonisti. «Fuori la guerra da Torino» e «Fuori Leonardo da Torino» sono i cori dei manifestanti. I due appuntamenti del mattino e del pomeriggio «contro guerra e genocidio» sono stati organizzati da Torino per Gaza, dal coordinamento piemontese della Global Sumud Flotilla, dal Collettivo universitario autonomo e dall’Assemblea studentesca torinese. «La Thales e la Leonardo a Torino non le vogliamo e le attaccheremo ogni volta che possiamo», dice una manifestante al microfono, prima che alcuni attivisti lascino una scritta con la vernice a terra su corso Francia che riprende lo striscione: «Torino non si arruola». «Questo è il quartiere dove si produce la morte» continua una manifestante, riferendosi ancora alle sedi delle aziende di difesa e aerospazio. In via preventiva, questa mattina rimane chiusa la fermata della metro Marche. Le ragioni della protesta «Siamo qui per denunciare la creazione di questa cittadella dell'aerospazio, l'ampliamento di questa parte di produzione dual use e produzione bellica – dice un portavoce dei manifestanti -. La città non si riconosce e assolutamente sono necessari tutt'altri investimenti, anche in relazione alla crisi legata alla disoccupazione che arriverà dalla crisi dell'automotive. Serve altro, servono servizi, serve un piano anche da un punto di vista economico e lavorativo». Lo sciopero tocca anche temi di istruzione e sanità: «Vogliamo soldi alla scuola e al sistema sanitario, non alla guerra». Alcuni manifestanti partono, con microfono e volantini, verso il mercato di corso Brunelleschi. Lì raccolgono qualche contestazione. «Viva la Meloni» grida un ambulante, mentre un altro mostra il dito medio. La decina di attivisti che ha portato il microfono tra i banchi del mercato è poi tornata verso il corteo, dopo qualche battibecco con i residenti. Forze dell’ordine schierate Il corteo torna indietro per via Valgioie e poi svolta a destra su via Bellardi: «Fuori Leonardo da Torino», gridano di nuovo i manifestanti mentre marciano. Si alzano i toni: «Si corre, facciamo fare un po' di movimento alla Digos». Proseguono veloci su via Basse di Dora e poi a sinistra su via Monte Pertica, proseguendo fino all'incrocio tra via Victorio Actis e via Cossa, dove sono schierate le forze dell'ordine. «Vogliamo avvicinarci ai nostri obiettivi» grida il corteo, prima di muoversi verso l'incrocio seguente sempre su via Cossa, mentre i carabinieri bloccano volta per volta gli accessi. In un breve momento di concitazione gli antagonisti corrono di nuovo in direzione della Leonardo, prima di essere nuovamente bloccati. Nessun assalto, stavolta, come avvenne lo scorso autunno, in occasione di un altro sciopero generale: davanti allo stabilimento Leonardo si erano registrati violenti scontri durante i quali alcuni manifestanti erano riusciti a danneggiare veicoli all'interno del parcheggio aziendale. Lungo corso Francia, oggi, è comparsa un'altra scritta con la vernice: «Leonardo complice».






