TREVISO - Parte la raccolta fondi per permettere ai pazienti oncologici di essere accompagnati dal proprio animale durante le sedute di chemioterapia. Perché la cura non è fatta solo di farmaci, ma anche di affetto, coraggio e presenze silenziose che sanno donare forza nei momenti più difficili.Con questa consapevolezza l'Usl della Marca, dopo aver già tracciato la strada con le iniziative di Pet Therapy e Pet visiting, lancia oggi una nuova sfida di umanizzazione delle cure: il progetto "Compagnia che cura".
L'obiettivo, che colloca l'Azienda sanitaria trevigiana tra le prime realtà pubbliche a livello nazionale ad attuarlo, è quello di permettere appunto ai pazienti oncologici di essere accompagnati dal proprio animale durante le sedute di chemioterapia. Per trasformare l'iniziativa in realtà, l'Azienda ha pubblicato un avviso pubblico di ricerca fondi rivolto alle associazioni e ai soggetti privati, enti e aziende, al fine di sostenere il progetto. La sperimentazione partirà da Montebelluna.«L'iniziativa - spiega il direttore generale, Giancarlo Bizzarri - partirà in via sperimentale nell'oncologia dell'ospedale di Montebelluna. Una volta conclusa questa prima fase procederemo a una valutazione con l'obiettivo, se i risultati saranno positivi, di estendere il progetto all'intera Azienda».L'iniziativa parte da una consapevolezza.I benefici «Il percorso chemioterapico comporta un carico emotivo fatto di attese, ansie e senso di vulnerabilità - spiegano dall'Usl -. Per molti pazienti, il proprio cane o gatto non è solo un animale domestico, ma un elemento importante della quotidianità familiare. Sentire la vicinanza del proprio "compagno di vita" durante la chemio può contribuire a ridurre l'isolamento, abbassare i livelli di stress e rendere l'ambiente ospedaliero un luogo più accogliente».La somma prevista per coprire questa prima fase sperimentale dell'iniziativa ammonta a 10mila euro che consentiranno di garantire la "pet infusion" a un massimo di cinque pazienti. In particolare il contributo permetterà di redigere procedure di sicurezza e igiene rigorose, formare e retribuire il personale di reparto coinvolto che effettuerà quest'attività al di fuori dell'orario di servizio, garantire almeno due giornate mensili dedicate all'accesso degli animali, valutare il benessere dei pazienti coinvolti per rendere il modello replicabile in tutta l'Azienda.Si può contribuire all'iniziativa donando in forma liberale. Manifestazioni d'interesse entro le ore 12.00 del 30 giugno 2026 a protocollo.aulss2@pecveneto.it, protocollo@aulss2.veneto.it oppure tramite consegna a mano o posta all'ufficio protocollo di via Sant'Ambrogio di Fiera. Bando sul sito dell'Usl 2.Animali in ospedale, il piano dell'Usl per permettere ai pazienti di trascorrere il ricovero con il proprio amico a 4 zampe. Le storie di Elisa e Barbara






