Il mio nome è Maria Stuarda è uno spettacolo ideato da Andrée Ruth Shammah e tratto dal primo testo teatrale della scrittrice Nicoletta Verna. La regia è firmata da Andrea Piazza. In scena Marina Rocco, accompagnata dal vivo dal sassofono di Marina Notaro.

Il lavoro porta al centro il tema della violenza sulle donne attraverso un racconto ambientato negli anni Quaranta, tra dopoguerra, marginalità e sopraffazione domestica. La protagonista è una donna segnata dagli abusi di un marito ossessivo e manipolatore e dalle molestie di un datore di lavoro predatore. Il nome “Maria Stuarda”, scelto dal padre come gesto di rivalsa sociale, diventa il simbolo di una condizione di dolore e resistenza.

Lo spettacolo nasce dal testo di Nicoletta Verna, autrice del romanzo I giorni di vetro, candidato al Premio Strega, vincitore nel 2025 del Premio letterario dell’Unione Europea e del Premio Racalmare Leonardo Sciascia. La drammaturgia intreccia memoria privata e denuncia sociale, costruendo un monologo che attraversa violenza psicologica, umiliazione e presa di coscienza.

A interpretare Maria Stuarda è Marina Rocco, presenza storica delle produzioni del Franco Parenti, già diretta da Andrée Ruth Shammah in Ondine, Una casa di bambola e La Maria Brasca di Testori. Per l’attrice, lo spettacolo rappresenta un passaggio verso un registro più drammatico e fisico.