Indubbio il successo comunicativo avuto dal “festival fluttuante” di Elisa in Friuli Venezia Giulia l’anno scorso – «Luce – Tramonti a Nord Est» dal 27 a 29 giugno. Un evento itinerante durante il quale la cantante di origine monfalconese si è esibita con ingresso gratuito su palchi d’acqua raggiungibili e vivibili esclusivamente dal mare (sulle Rive di Trieste, nel Golfo di Monfalcone e nella Laguna di Grado). Ma non è detto che un evento per il quale la Regione Friuli Venezia Giulia ha firmato un finanziamento da 1,2 milioni di euro debba ripetersi annualmente, con le connesse complessità che eventi di tale portata e in luoghi così particolari comportano.

Perciò, se dalla famosissima e apprezzata cantautrice arriveranno altre proposte che comportino impegni più contenuti, le porte sono aperte. Meno che meno Gaza. Sono le considerazioni con cui ieri i vertici della Regione hanno accompagnato la lettura delle dichiarazioni della cantante riportate dal Corriere della Sera, nell’articolo in cui si annuncia il concertone che Elisa ha in programma per i suoi 30 anni d’attività, pensato in Emilia nel settembre del prossimo anno. È in questo contesto che la cantautrice ricorda di aver “manifestato a Pordenone con i ragazzi per Gaza: ero in prima fila”. Ed è a questa partecipazione che lega, seppure solo nella formula dell’ipotesi, il mancato bis per il 2026 del “festival fluttuante”. «Forse è solo un caso – sono le parole che il Corriere riporta come proprie di Elisa -, ma la Regione Friuli ha tolto i contributi al festival fluttuante che avevo organizzato l’anno scorso dopo che ho partecipato a quelle manifestazioni». LA VICENDA In sostanza, quella stessa Regione che ad agosto dell’anno scorso ha dato disponibilità ad accogliere i bambini feriti e mutilati in fuga da Gaza nelle sue strutture ospedaliere e già a settembre ha accolto i primi due piccoli all’Ircss materno infantile Burlo Garofolo di Trieste accompagnati dal padre, mentre la madre è stata accolta a Cattinara, avrebbe deciso il taglio dei fondi a «Tramonti a Nord Est» per la partecipazione a una manifestazione che richiamava l’attenzione su Gaza. «Qui non ragioniamo proprio in questi termini», è il senso del commento regionale. All’origine di un festival fluttuante che non si replica nelle modalità della prima edizione, cioè, nella visione della Regione Fvg non vi è alcun retropensiero politico, quanto piuttosto una valutazione complessiva attorno a costi e impegno nella gestione della complessità, in rapporto anche alle modalità di sostegno a tutti gli altri eventi che si tengono – e si sostengono – in Friuli Venezia Giulia. In Regione non risulta che la cantautrice monfalconese abbia partecipato a uno dei bandi disponibili per accedere ai contributi destinati agli spettacoli e agli eventi culturali e, perciò, non risulterebbe un’esclusione nei termini previsti dai bandi. Piuttosto, una conseguenza derivante da interlocuzioni informali. Generalmente, gli eventi sostenuti con il contributo di fondi pubblici in regione richiedono il pagamento di un biglietto d’ingresso, per una compartecipazione alle spese. Negli anni, inoltre, anche cartelloni piuttosto blasonati – tra gli altri quelli del Mittelfest a Cividale – sono stati supportati con finanziamenti più contenuti. Dal Friuli Venezia Giulia, quindi, alcun “niet” a Elisa, quanto invece una sicura disponibilità a valutare altre progettualità.