Dire definitivamente addio al business iniziale, quello sviluppato sul fronte del B2B, che valeva 30 milioni su 50 complessivi di fatturato tre anni fa, è costato a Farmacosmo un nuovo bilancio chiuso in rosso per 4,6 milioni.
Eppure il suo fondatore, il presidente e ad Fabio de Concilio, si dice convinto che ci siano tutte le premesse perché possa essere l"ultimo. «Abbiamo azzerato la presenza del business verso le imprese, dedicandoci in esclusiva al retail», osserva. «Questo ci sta permettendo da una parte di incrementare la marginalità e dall"altra di cancellare buona parte dei costi fissi».
Del resto nel solo 2025, complice anche l"introduzione massiccia dell"intelligenza artificiale che sta garantendo una spinta notevolissima, il taglio delle spese ha consentito risparmi per 3,2 milioni.Alcune fusioni societarie hanno dato al gruppo una struttura molto leggera: Farmacosmo oggi è una società a capo di cinque piattaforme digitali specializzate nella vendita online di prodotti e servizi.
Un modello portato ad esempio è quello su cui poggia la controllata Profumeriaweb: zero costi fissi e di personale ed ebitda in crescita.
Tutta la struttura amministrativa e logistica è concentrata nella sola Farmacosmo, che da sola rappresenta il 63% dei ricavi del gruppo nel segmento B2C.La rivoluzione tecnologica impressa sul gruppo si avverte già sulla marginalità, che nel caso di Farmacosmo è lievitata al 4,7% rispetto alla media del 2-3% tipica dei portali di e-commerce. «Le svalutazioni one-off, residuo del modello B2B che stiamo abbandonando, hanno pesato per 2,9 milioni», spiega de Concilio, «cui si sono aggiunti ammortamenti per 2,7 milioni (1,07 in più rispetto al 2024), tra cui l"ultima rata dei costi sostenuti per la quotazione avvenuta nel 2022 e le tre operazioni straordinarie effettuate nel corso del 2025.







