«C’è ancora spazio di crescita per i negozi Ovs e Upim in Italia», dice a ItaliaOggi Stefano Beraldo, a.d. del gruppo Ovs che mette tra i progetti prioritari del gruppo non solo lo sviluppo delle due insegne ma anche quello nel segmento beauty con gli store Shaka, «compresa la versione stand-alone», oltre a un’ulteriore spinta di Goldenpoint (che inaugura 50 store nel 2026) e a una maggior presenza oltreconfine per tutto il polo che ha chiuso il 2025 con vendite nette pari a 1.746 milioni di euro (+7%) e un utile netto rettificato di 89,4 milioni di euro (+14,8%). Una crescita a livello consolidato, distribuita sulle varie attività del gruppo, che si connota per «la sua continuità. Non a caso, il titolo sale in Borsa costantemente dal 2024. Abbiamo registrato, tra i vari indicatori, buoni flussi di cassa e ce li aspettiamo positivi anche per il 2026. In questo modo, pensando anche al nostro capitale circolante, siamo sicuri di poter sostenere i nostri progetti di sviluppo», prosegue Beraldo. Secondo alcuni analisti, infatti, il multiplo aziendale sta salendo e ha ancora un 25% stimato da guadagnare, pur rimanendo a distanza dalla media dei concorrenti internazionali. Infatti, Ovs ha una valutazione di 6,4x, rispetto ai grandi marchi internazionali che è di 15,3x e rispetto ai medium size che hanno una valutazione di 7x. «Il dato veramente rilevante per noi», chiosa l’a.d. del gruppo Ovs, «è che il mercato ci premia nonostante le difficoltà del settore date dalla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane e sebbene la concorrenza sia sempre significativa».