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Marco Calabresi

Una lunga battaglia durata cinque set a Parigi con continui cambi di fronte, il giovane brasiliano passa il turno

Trecentouno vittorie, 301; una sconfitta. Prima dell'infinito pomeriggio del Philippe Chatrier, che porterà uno qualsiasi tra i giocatori ancora in gara al Roland Garros a vincere il suo primo Slam, Novak Djokovic aveva perso una sola volta da un vantaggio di due set. Da Jurgen Melzer nel 2010 a Joao Fonseca, uno che quando Nole esordiva a Parigi (2005) doveva ancora nascere. È successo l'impensabile, con Nole che sembrava in controllo del match (doppio 6-4) ma che ha pian piano iniziato a subire la potenza straripante del brasiliano: e così, dopo cinque ore di battaglia, agli ottavi ci è andato Fonseca con il punteggio di 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5. A un potenziale fuoriclasse, tra i maggiori indiziati a inserirsi nel dualismo tra Sinner e Alcaraz, mancava esattamente una vittoria così: Fonseca l'ha ottenuta senza disunirsi, picchiando da fondo campo al servizio e in risposta e sfruttando un Nole non crollato, ma meno impeccabile rispetto ai primi due set, al termine dei quali si era anche innervosito con un cameraman che a suo dire gli si era avvicinato troppo.