È una linea di demarcazione. Quella che può cambiare una carriera. La vittoria che serviva per iniziare a tenere fede a tutte le aspettative che da sempre lo accompagnano. C’è tutto questo nell’impresa di Joao Fonseca contro Novak Djokovic al Roland Garros, arrivata al termine di uno spettacolo lungo cinque set, con il punteggio di 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5. Il brasiliano si inventa una rimonta incredibile, sotto due set a zero, riuscito ad ottenere l’exploit a livello Slam che gli mancava. Una vittoria che fa rumore, e che adesso rende Fonseca un serio pretendente per la vittoria finale.
È stata una partita emozionante, da ricordare. Djokovic è riuscito ancora una volta a stupire tutti con una prestazione commovente. È andato avanti di due set e sembrava sul punto di respingere una differenza di età di 19 anni grazie all’esperienza e alla testa. In questa sfida generazionale (Nole classe 1987, Fonseca 2006) il 24 volte campione Major ha cercato di fare la differenza con tutta la sua personalità, ma la voglia del serbo di spingersi oltre i propri limiti non ha potuto arginare l’esuberanza e l’imprevedibilità di Fonseca che, punto dopo punto, game dopo game, si è scrollato di dosso la tensione dell’inizio. Per capire quanto grande sia l’impresa del 19enne brasiliano basta un dato: solo tre volte in carriera Djokovic ha subito una rimonta da due set a zero. L’ultima volta era successo sedici anni fa, proprio al Roland Garros, contro l’austriaco Melzer. Era il 2010 e Fonseca aveva appena quattro anni.










