Bruxelles – Gli effetti della crisi nello Stretto di Hormuz continuano a pesare sull’economia europea. Dopo la chiusura della principale rotta di transito per circa un quinto del petrolio mondiale, i prezzi dei carburanti nell’Unione europea hanno registrato un forte aumento tra fine febbraio e fine maggio 2026, secondo i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea.Nel periodo considerato, il prezzo medio della benzina Euro-Super 95 nell’UE è salito da 1,55 (23 febbraio 2026) a 1,85 euro al litro (+19,3 per cento) nella rilevazione del 28 maggio 2026, mentre il diesel è aumentato da 1,54 a 1,87 euro (+21,1 per cento). Una dinamica che riflette le tensioni sui mercati energetici internazionali, ma che non ha segnato aumenti uniformi tra gli Stati membri.Per la benzina, gli incrementi più consistenti rispetto a febbraio sono stati registrati nella Repubblica Ceca (+29,9 per cento), in Danimarca (+29 per cento), Belgio (+28,9 per cento), Finlandia (+27,7 per cento) e Bulgaria (+25,6 per cento). Sul versante del diesel, la Bulgaria guida la classifica con un aumento del 38,9 per cento, seguita da Finlandia (+33,4 per cento), Belgio (+30,9 per cento), Estonia (+29,5 per cento) e Francia (+28,8 per cento).I livelli di prezzo più elevati restano concentrati nell’Europa settentrionale e occidentale. Il 25 maggio la benzina ha superato i 2 euro al litro in Danimarca (2,50 euro), Paesi Bassi (2,39 euro), Finlandia (2,19 euro), Grecia (2,14 euro) e Francia (2,11 euro). L’Italia si colloca all’ottavo posto tra i Ventisette con un prezzo medio di 1,96 euro al litro.L’eccezione è rappresentata da Malta, unico Paese a non aver registrato variazioni né per la benzina né per il diesel nel periodo considerato. A differenza della maggior parte degli Stati membri, Malta mantiene un sistema di controllo dei prezzi dei carburanti che attenua l’impatto delle variazioni delle quotazioni internazionali sul mercato interno.