Un drone russo è precipitato, nella notte, su un edificio residenziale di Galați, in Romania, Paese membro dell’Unione Europe e della Nato. Un incidente che ha causato un incendio e il ferimento lieve di due persone.

Finora – ha spiegato il portavoce aggiunto della Commissione europea – la Romania non ha presentato richiesta di consultazioni sotto l'articolo 42.7 del Trattato dell'Unione europea, che prevede la clausola di mutua assistenza. E non è nemmeno stato invocato l’articolo 5 del Trattato della Nato.

E la ragione potrebbe essere nel fatto che – stando anche a quanto comunicato dall’esercito rumeno- l'episodio non viene considerato un attacco diretto contro la Romania, ma una conseguenza del conflitto in corso al confine con l'Ucraina

L’articolo 5 del Trattato della Nato

L’articolo 5 del Trattato della Nato stabilisce il principio della difesa collettiva, sancendo che un attacco armato contro uno dei paesi membri in Europa o in Nord America è considerato un attacco diretto contro tutti gli alleati. E, recita il testo: “Se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale”.