Il regista ha ricevuto il Premio alla Carriera dal festival del cinema sui Cammini: "Per me Fellini era un dio".
Terry Gilliam ha inaugurato il Monde Fest, il festival del cinema sui Cammini che fino al 31 maggio anima Foggia, trasformando il Teatro Giordano in un piccolo tempio della cinefilia. Platea gremita, pubblico in delirio, risate continue: l’ex Monty Python ha regalato un incontro che è stato insieme lezione di cinema, stand-up comedy, autobiografia surreale e affettuosa celebrazione di una carriera irripetibile. A condurre la conversazione Silvia Bizio, a consegnargli il premio alla carriera il direttore artistico Luciano Toriello, a conquistare la sala la sua voce, il suo ritmo, la sua ironia.
Gilliam ha cominciato dagli inizi, con quella sincerità disarmante che è sempre stata la sua cifra. “Il trucco nella mia vita è che non sapevo cosa volevo fare, ma sapevo di voler andare via da Minneapolis”, ha raccontato. “Non ho mai avuto un piano preciso. Sapevo solo che volevo scappare dalla mia città”. Da lì New York, l’incontro con John Cleese, e poi Londra, dove Cleese lo introdusse al gruppo che avrebbe cambiato la storia della comicità: i Monty Python. “Alla BBC eravamo in totale controllo di quello che facevamo. All’epoca in Inghilterra c’erano soltanto due canali televisivi e, nonostante tutti gli sforzi della BBC per tenerci lontani dalla programmazione principale, diventammo molto popolari. Ed è per questo che oggi sono qui seduto davanti a voi”.









