A Budapest si assegna la Champions 2026, con inizio alle 18 per «una maggiore inclusività», come spiegato dal presidente Uefa, Ceferin. Derby spagnolo in panchina: da un lato il PSG di Luis Enrique, dall'altro l'Arsenal di Arteta.

È la partita che esprime il meglio del calcio europeo. Sono partite in 36, ne rimangono due. Da un lato il Paris Saint-Germain per uno storico bis, dopo la vittoria dello scorso anno contro l’Inter. Dall’altro l’Arsenal, fresco vincitore della Premier League dopo 22 anni di digiuno. Il fischio d’inizio alla Puskas Arena di Budapest sarà alle ore 18. Abbandonato quindi il tradizionle slot delle 21, tipicamente utilizzato per le finali di Champions League, così come per le partite dei turni precedenti. Una vera e propria rivoluzione voluta dalla Uefa.

What colour will the ribbons be? 💝#UCLfinal pic.twitter.com/kxvMFYpGbK— UEFA Champions League (@ChampionsLeague) May 29, 2026

La spiegazione arriva direttamente dal presidente Uefa, Aleksander Ceferin: «Sebbene un calcio d’inizio alle ore 21 sia ideale per le partite infrasettimanali, uno anticipato alle ore 18 di sabato per la finale significa finire prima, a prescindere da tempi supplementari o rigori, e offre ai tifosi l’opportunità di godersi il resto della serata con amici e familiari, ripensando alla partita più bella della stagione. Inoltre la platea di utenti che può raggiungere in questa fascia oraria è maggiore». In un aggettivo, il fischio d’inizio alle 18 rende la finale di Champions League «più inclusiva» per i tifosi che accedono allo stadio, ma anche per chi si guarda la partita in tv da Stati con un altro fuso orairio, come in Cina o in India. Dello stesso avviso anche Ronan Evain, direttore esecutivo di Football Supporters Europe: «Un inizio anticipato rende più agevoli le gite di un giorno, riduce lo stress legato agli spostamenti e permette ai tifosi di godersi l’evento senza doversi preoccupare della logistica notturna. Si tratta di un miglioramento concreto che mette al primo posto i tifosi».