Rose ha lavorato per 200 ore in diretta streaming, trasformando il web in un gigantesco umarell digitale e riaprendo una domanda sul lavoro
YouTube – @figureai
Lo spumante è arrivato quando Rose aveva già fatto la sua parte. Duecento ore davanti a un nastro, quasi 250 mila pacchi passati tra sensori, braccia meccaniche e movimenti ripetuti fino allo sfinimento. O meglio: fino allo spegnimento. Dietro il vetro, i dipendenti di Figure si erano radunati per festeggiare. Qualcuno è entrato nell’area di lavoro, ha stappato una bottiglia e ha spruzzato lo spumante anche addosso al robot umanoide modello F.03, che in quel momento stava chiudendo il suo turno più famoso.
La scena aveva qualcosa di tenero, qualcosa di aziendale e qualcosa di profondamente strano. Gli umani applaudivano una macchina perché aveva resistito a fare un lavoro che, affidato a una persona, nessuno avrebbe trovato così romantico. Prendere pacchi. Girarli. Metterli nel verso giusto. Ricominciare. Ancora. E ancora. Per 200 ore di lavoro e 249.560 pacchi smistati, per la precisione.
Figure, azienda statunitense della robotica, aveva organizzato una lunga diretta video che è diventata una piccola calamita globale. Migliaia di persone si sono messe a guardare Rose, Bob, Frank e Jim lavorare in fabbrica come nuovi protagonisti di un reality senza confessionale, senza litigi in cucina, senza nomination. Solo un nastro trasportatore, pacchi rossi, lilla, neri e gialli, e quattro robot umanoidi impegnati in un gesto semplice: orientare ogni scatola con il codice a barre rivolto verso il basso, così da permettere a una macchina posta alla fine del nastro di leggerlo.







