Si sono fatti avanti in questi mesi, mentre la pm Sabrina Monteverde stava portando avanti le indagini. Persone, alcune detenute, che hanno denunciato di essere state vittime di perquisizioni o altre operazioni della polizia locale di Genova con metodi per nulla ordinari.

Da qui l’iscrizione da parte della Procura di altri dieci agenti, tutti accusati di falso, peculato e – in un caso – di calunnia. Si tratti di nomi che non compaiono nel fascicolo originario, quello che un anno fa portò a sequestri e perquisizioni nei confronti di 15 poliziotti della locale del nucleo sicurezza urbana, allora guidata dal comandante Gianluca Giurato.

Secondo quanto denunciato, al centro dei nuovi accertamenti ci sarebbe soprattutto denaro sequestrato durante perquisizioni e controlli, ma non verbalizzato, o almeno non interamente. E poi, almeno un episodio di una resistenza che, secondo la denuncia, non sarebbe mai esistita e sarebbe stata soltanto un pretesto per eseguire un fermo.

Ora dunque il numero di indagati è salito a 25. L’incheista era nata dalla denuncia di duevigilesse, che aveva portato alla luce un chat interna e ristretta chiamata “Quei bravi ragazzi”. Così un anno fa a quindici agenti era stato notificato un decreto che contiene tre episodi di pestaggi. Tre giovani stranieri, uno tra l’altro minorenne, che sarebbero stati picchiati durante un controllo mentre venivano accompagnati negli uffici.