di
Sergio Donato
OnDefend ha testato Air 3S e Matrice 4E contro rischi di fuga dati, manomissione e vulnerabilità hardware. Il risultato rafforza la difesa di DJI, che dice che i suoi droni sono usati da 1.800 agenzie USA
Con un audit indipendente DJI ha spostato sul terreno tecnico il confronto con gli Stati Uniti sulla sicurezza dei suoi droni. Il report commissionato a OnDefend, società statunitense di cybersecurity, non ha rilevato vulnerabilità critiche, alte o medie su Air 3S con radiocomando RC 2 e Matrice 4E con RC Plus 2 Enterprise.
DJI è nel mirino degli USA almeno dal 2021, quando l’amministrazione Trump incluse anche il produttore cinese di droni tra le aziende considerate vicine al Partito e alle forze militari cinesi. Da allora il dossier è andato avanti, dato che a dicembre dello scorso anno DJI è finita nella FCC Covered List e l’azienda ha presentato ricorso, sostenendo che la decisione non fosse stata accompagnata da una vulnerabilità tecnica documentata.









