Per decenni le corse automobilistiche sono state raccontate come un mondo esclusivamente maschile, dominato da figure quasi eroiche capaci di affrontare il rischio della velocità e sfidarsi in duelli all’ultima curva. Non devono stupire quindi gli enormi ostacoli culturali che dovettero affrontare le prime donne che decisero di mettersi al volante e, ancor di più, coloro che provarono a salire su auto da competizione. Nonostante ciò, il gentil sesso riuscì subito a rompere gli schemi approdando nella massima categoria del motorsport. Maria Teresa De Filippis entrò nella storia diventando la prima donna a tentare la qualifica in Formula 1, a Monte Carlo nel 1958 al volante di una Maserati 250F. Andato a vuoto il primo colpo, la napoletana ci riprovò in Belgio concludendo la gara decima. Dal finire degli anni ‘50 ne è passato di tempo, ma quasi stride sapere che solo ultimamente si è cercato di valorizzare le donne nel motorsport. La nascita di un campionato come la F1 Academy ha offerto una maggiore visibilità oltre a creare un percorso più strutturato verso le categorie di punta.
A incarnare questo cammino è Doriane Pin che sta scalando velocemente la vetta. Poliedrica, la francese riesce a districarsi con estrema disinvoltura tra le gare Endurance e le monoposto. Campionessa in carica della F1 Academy, Pin quest’anno prenderà parte nuovamente alla 24 Ore di Le Mans nella categoria LMP2.










