Il Comune di Catania e la Regione Siciliana hanno illustrato a Palazzo degli Elefanti il piano operativo e il cronoprogramma degli interventi per l’ammodernamento della rete viaria e ambientale della Zona industriale, suddivisi in sette lotti.
All’incontro sono intervenuti il sindaco Enrico Trantino e il presidente della Regione Renato Schifani. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il dirigente generale della Programmazione regionale, la presidente di Confindustria Catania Busi Ferruzzi, i segretari territoriali di CGIL, CISL, UIL e UGL (Carmelo De Caudo, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci), il direttore dei Lavori pubblici del Comune, Fabio Finocchiaro, e i tecnici progettisti, tra cui Francesco Angemi, che ha illustrato i punti principali del programma.
La riqualificazione del più grande distretto produttivo dell’isola, attesa da decenni e resa urgente dal grave degrado delle infrastrutture, è finanziata con 50 milioni di euro dei Fondi di sviluppo e coesione 2021-2027. Il progetto prevede il rifacimento di circa cinquanta strade con relativi marciapiedi, sistemi di drenaggio e nuova illuminazione pubblica a LED.
«Il nostro punto d’orgoglio è la riqualificazione di un’area decisiva e strategica per il territorio, soprattutto per il numero sempre crescente di imprese che vogliono insediarsi – ha detto il sindaco Enrico Trantino». Parliamo di una zona industriale che per oltre quarant’anni, fatta eccezione per l’intervento voluto dall’amministrazione Pogliese cinque anni fa, non ha visto investire un solo euro. Ci troviamo di fronte a un paradosso: da un lato abbiamo un’area che rappresenta una straordinaria potenza economica, dall’altro, a causa delle condizioni delle infrastrutture comunali, si presenta ancora come un vero campo di battaglia. Oggi finalmente cambiamo rotta. Nonostante alcuni ricorsi al Tar abbiano inizialmente bloccato l’aggiudicazione, stiamo portando avanti gli impegni assunti subito dopo avere ottenuto il finanziamento dalla Regione Siciliana, e lo stiamo facendo con una velocità mai vista prima. Le somme ci sono state assegnate nell’aprile 2025: il tempo di redigere i progetti, bandire le gare e aggiudicarle, e oggi siamo pronti a partire. Avremmo potuto avviare i cantieri già un mese e mezzo fa, ma il blocco dello Stretto di Hormuz ha causato una crisi del bitume e un conseguente aumento dei prezzi. Questo ha richiesto una nuova trattativa economica con le ditte appaltatrici, che si è comunque conclusa positivamente.








