“Nascono dal fuoco e restituiscono la quiete”: con questa frase azzeccatissima una delle persone referenti di brand Eolie (rete di imprese e operatori turistici che ha l’obiettivo di promuovere l’arcipelago) ci ha salutato dopo una visita organizzata per svelare le isole fuori stagione, nel tentativo di valorizzare durante tutto l’anno la ricchezza di questo arcipelago paradisiaco, il primo sito italiano inserito dall’Unesco per il valore del paesaggio naturale vulcanico. Lipari e Vulcano, le due isole più accessibili dell’arcipelago, stanno lavorando sempre di più su un turismo destagionalizzato, fatto di outdoor, enogastronomia, benessere, artigianato e folklore.

Enogastronomia: Malvasia, capperi e grani antichi Le Eolie hanno due grandi simboli gastronomici riconosciuti nel mondo intero: la Malvasia e il cappero. Il Cappero delle Eolie Dop viene coltivato su circa 13 ettari distribuiti tra le isole, con una produzione limitata ma molto identitaria. La raccolta continua a essere fatta a mano e molte aziende hanno iniziato a trasformarlo anche in creme, conserve e marmellate. Intorno al cappero stanno nascendo vere e proprie esperienze gastronomiche, quasi sempre abbinate al vino, che in un bicchiere porta tutta l'identità vulcanica ed eroica delle isole. Accanto alla storica Malvasia delle Lipari passita, negli ultimi anni molte cantine stanno lavorando anche sulla Malvasia secca, insieme a bianchi minerali e rossi leggeri apprezzati in tutto il mondo. Tra le realtà più interessanti ci sono la Cantina Virgona, che unisce appunto produzione vinicola e trasformazione dei capperi, e propone degustazioni e visite guidate ai vigneti per conoscere i metodi di coltivazione, i sistemi di appassimento e vinificazione, fino all’imbottigliamento; la Tenuta di Castellaro che ha trasformato le vigne vista mare in una vera esperienza turistica con degustazioni, picnic tra i filari, visite guidate, cooking class e perfino tre residence per dormire immersi nei vigneti. Particolarmente suggestiva la cantina, scavata sottoterra fino a 17 metri di profondità: qui le pareti e le colonne lasciano visibili le stratificazioni vulcaniche accumulate nel corso di migliaia di anni, trasformando la degustazione quasi in un viaggio geologico. Anche l’azienda agricola Caravaglio lavora moltissimo sulle esperienze legate al territorio, tra tour dedicati a vino e capperi, degustazioni al tramonto e passeggiate nelle coltivazioni.