La parrocchia di Santa Maria Maggiore è stracolma, pieno anche il piazzale. Oggi, 29 maggio, Poirino si è fermata per dare l'ultimo saluto a Muriel Oddenino, la biologa marina di 31 anni morta due settimane fa alle Maldive durante una missione scientifica. Lutto cittadino, negozi con le serrande abbassate, una folla che stringeva la famiglia di «Mumi» cercando parole che non si trovano. Ora le ceneri di Muriel saranno sparse a Finale Ligure, uno dei suoi luoghi del cuore: «Quel mare che era il suo sogno, ora è la sua casa- ha detto uno dei fratelli durate il funerale - Ho pensato che l'acqua salata accompagna da sempre gli esseri umani e che le lacrime sono della stessa essenza, e forse un giorno diventeranno il modo più profondo di non sentirla come assenza, ma sentirla ancora più vicina». Il messaggio del parroco Il parroco don Domenico Cravero ha aperto l'omelia citando Dante: «Nati non foste a vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza». «Questa era la passione di Muriel — ha detto —. La virtù in lei era determinazione, la voglia di crescere, di specializzarsi, di non fermarsi mai. Affrontava il rischio con la conoscenza». Ha parlato delle ferite profonde che una morte così lascia in una comunità, «crepe alla nostra fede», e della necessità di affidarsi alla misericordia di Dio. «Il mare affascinava Muriel e la invitava a un'umiltà radicale. Ora tocca a noi fare luce, come lei cercava luce nei fondali».
“Quel mare che era il suo sogno ora è la sua casa”: addio a Muriel Oddenino morta alle Maldive
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