Era originario di La Spezia, aveva 42 anni e avrebbe compiuto 43 anni a ottobre. Alex Pineschi è stato ucciso nel Donbass, nell’est dell’Ucraina, dove combatteva al fianco delle forze armate di Kiev. La notizia della morte è stata diffusa dall’associazione Memorial, che sui propri canali social ha annunciato la scomparsa del volontario italiano «sul campo di battaglia». Pineschi aveva sottoscritto un contratto con le forze ucraine e sarebbe stato impiegato in unità legate all’intelligence militare del ministero della Difesa di Kiev. Il suo nome era noto anche nel Pavese. A Torre de’ Negri si trovava infatti la sede operativa di AP TAC Tactical Training, realtà fondata dallo stesso Pineschi e dedicata alla formazione tattica con arma da fuoco. La sede legale risulta invece a Sarzana, nello Spezzino. L’attività, secondo la presentazione pubblica della società, proponeva corsi di tiro difensivo e percorsi rivolti a persone con diversi livelli di esperienza, dagli appassionati agli operatori che intendevano perfezionare la propria preparazione. Pineschi descriveva AP TAC come qualcosa di diverso da una semplice scuola di tiro. «Non è solo un posto dove imparare a sparare», aveva scritto parlando del progetto. Nella sua ricostruzione, l’addestramento doveva riguardare anche disciplina, controllo mentale e responsabilità. Il centro pavese veniva presentato come una “training facility” con linee di tiro, aree dedicate e ambienti pensati per simulare scenari operativi. La struttura, sottolineava lo stesso fondatore, non intendeva sostituirsi all’addestramento istituzionale né rilasciare abilitazioni operative. Prima dell’Ucraina, Pineschi aveva maturato esperienze in altri teatri di guerra. Era stato in Siria e nel Kurdistan iracheno, dove aveva combattuto contro l’Isis e addestrato forze curde. Di quell’esperienza aveva scritto anche in alcuni libri, tra cui “Peshmerga”, dedicato agli anni trascorsi accanto ai combattenti curdi. Dopo il rientro in Italia era stato coinvolto in un procedimento con l’ipotesi di mercenariato, poi archiviato: la magistratura aveva escluso la finalità di lucro, riconoscendo la natura volontaria della sua scelta. Dopo l’invasione russa del febbraio 2022, Pineschi era partito per l’Ucraina. Secondo le ricostruzioni diffuse nelle ultime ore, si trovava nel Donbass da alcuni mesi. Le circostanze precise della morte non sono state chiarite in modo ufficiale. Alcune fonti indicano un’operazione nell’area di Lyman, uno dei settori più esposti del fronte orientale, ma non risultano al momento conferme istituzionali italiane sui dettagli dell’azione in cui il contractor è rimasto ucciso.