La7

Tensione altissima a Otto e mezzo, su La7, nel confronto dedicato alla deriva del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu e ai suoi crimini in Palestina e in Libano: al centro del dibattito, il confine tra il genocidio a Gaza e il paragone con le pagine più oscure del Novecento. A scontrarsi in studio sono Alessandro De Angelis, firma de La Stampa, Luca Josi, giornalista e manager della comunicazione, e Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena.

La miccia della discussione è l’intervento di De Angelis, il quale, parlando della risposta israeliana a Gaza, sostiene che Israele stia “riproponendo il suo incubo storico dalla parte dell’aguzzino”. Una formula che spinge la conduttrice Lilli Gruber a chiedere esplicitamente se il paragone sia con i metodi del nazismo. Il giornalista precisa che il nodo riguarda “la fascistizzazione di Israele” che ormai ha mutuato i metodi del terrorismo, definendo Gaza come “un campo di concentramento a cielo aperto”.

Luca Josi respinge ogni assimilazione tra la Shoah e quanto accade oggi nella Striscia, definendo gli esponenti dell’estrema destra israeliana “carogne umane”, ma insistendo sul fatto che “il genocidio degli ebrei fu una cosa diversa”.