Gli automobilisti sono partiti d'anticipo per evitare il blocco totale del Brennero per una manifestazione ambientalista in Austria. Il vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Marco Galateo: «Scelta irresponsabile»
Dalle prime ore del mattino si registrano forti rallentamenti e traffico in tilt in vista del blocco totale del Brennero, in programma domani 30 maggio per una manifestazione ambientalista in Austria. Le code arrivano addirittura a toccare i 14 chilometri sul versante tirolese, al casello autostradale dell’A12 di Schönberg. Molti turisti, ma anche trasportatori, stanno anticipando il viaggio verso l’Italia per evitare la maxi-deviazione per Salisburgo e Tarvisio prevista per sabato 30 maggio. Una «scelta irresponsabile», come l’ha definita il vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Marco Galateo.
Vicepresidente provincia di Bolzano: «Scelta irresponsabile»
«Ritengo irresponsabile la scelta di bloccare il Brennero e proprio per questo non parteciperò assolutamente alla manifestazione annunciata». Così il vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Marco Galateo, interviene sul previsto blocco dell’asse del Brennero, che equivale a rischiare di avere «danni economici enormi, aggravare una situazione viabilistica già difficile e colpire indistintamente migliaia di persone che nulla hanno a che vedere con la protesta. Bisogna avere il coraggio di capire quando una protesta resta una legittima espressione di dissenso e quando invece supera il limite, finendo per paralizzare un territorio, danneggiare l’economia e far pagare il prezzo più alto a tutti i cittadini», aggiunge Galateo. Il vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano ricorda anche la manifestazione di 10mila agricoltori di Coldiretti della scorsa settimana: «Ero presente anchio. È stata una protesta forte, partecipata e capace di attirare l’attenzione nazionale senza però condizionare il traffico e senza mettere in ginocchio il territorio. Questa è la differenza tra una protesta civile e un’azione irresponsabile che rischia di trasformarsi in un danno collettivo», conclude.










