“Vendere il nuovo a un prezzo più alto del listino è una pratica indegna”: Andrea Liconti ha spiegato a Fanpage.it il fenomeno del reselling dei Royal Pop.

L'uscita del Royal Pop è suonata a qualcuno, a caccia forse dell'affare della vita (o presunto tale), come una buona occasione: la possibilità di un guadagno facile. L'orologio frutto della collaborazione tra Swatch e Audermas Piguet ha attirato molta attenzione: se ne è parlato tanto, prima dell'uscita fatidica. Le persone si sono messe in fila all'esterno dei punti vendita per giorni, pronti a passare la notte lì, pur di entrare in negozio per primi e portare a casa l'oggetto del desiderio. Per sfoggiarlo al polso? Per metterlo nella propria collezione? No, per rivenderlo. La mossa è ormai sdoganata: si acquista un oggetto virale o in edizione limitata, per poi metterlo online a prezzo chiaramente maggiorato. E c'è chi è disposto a sborsare la percentuale in più, pur di possedere il tanto agognato orologio; ma accade anche con i gioielli, borse, ovviamente con i biglietti dei concerti, persino con i gadget degli eventi. Lo abbiamo visto di recente con i gadget delle Olimpiadi, prima ancora con quelli esclusivi della Design Week. Questione di reselling, insomma.