Il possibile sorpasso di Meta su Google nel mercato globale della pubblicità digitale non è solo una questione di numeri — pur rilevanti, con i 243 miliardi di dollari attesi contro i 239 del colosso di Mountain View nel 2026 — ma il sintomo di una mutazione più profonda. Una trasformazione che riguarda il luogo stesso in cui la pubblicità vive, si distribuisce e genera valore.Non a caso, nel nuovo I/O di maggio 2026 ora Google rilancia con nuovi formati di pubblicità con AI.Cambiamento epocale.Per anni, la pubblicità digitale ha avuto un centro di gravità ben definito: la ricerca. Oggi quel centro si sta spostando verso un territorio molto più fluido, conversazionale, e per certi versi ambiguo. Un territorio in cui il confine tra contenuto, assistenza e promozione si fa sempre più sottile. È qui che entrano in gioco i chatbot.“Stiamo assistendo a una transizione profonda nel modo in cui le persone entrano in contatto con l’informazione e con i prodotti” commenta Marco Bani, ex capo della Segreteria Tecnica dell’AgID e autore del libro ‘Il Secolo dell’AI’ (scritto con Lorenzo Basso).“Questo ha implicazioni che vanno ben oltre la pubblicità e investono il modo in cui si formano opinioni, si scoprono prodotti culturali e si costruisce l’identità informativa delle persone” aggiunge Bani.Indice degli argomenti