“Faceva caldo, sì, ma non c’erano situazioni estreme”, è la versione di Sinner in un’intervista a La Stampa. Seppur visibilmente provato per le condizioni climatiche, tanto da aiutarsi a ogni cambio campo con un ventilatore portatile, l’altoatesino ha spiegato che tutto è incominciato prima, “al risveglio. Non ho dormito bene, qualcosa non andava. Negli Slam un paio di giornate storte capitano. Di solito riesco a cavarmela, stavolta non sono riuscito a tirarmi fuori. Del resto non sono un robot, nessuno vince sempre”. E poi una speranza per gli altri connazionali: “In tabellone restano ancora tanti italiani e speriamo che facciano bene”. Se da un lato Sinner ha detto di non ricordare “l’ultima volta in cui non mi sono sentito così bene”, vederlo così in difficoltà sul piano fisico non è una novità. Era già accaduto a Roma con Medvedev, seppur avesse reagito meglio, e in Australia a gennaio contro l’americano Spizzirri, in un match sospeso per il Protocollo da caldo estremo. Questa volta, però, nessuna pausa: “In campo mi è arrivata come una botta. Non ho trovato la via d’uscita e devo dire che non mi capita spesso”. C’è chi rimugina sull’intensa stagione su terra rossa di Sinner, diventata una maratona da tre Masters 1000, ognuno portato fino in fondo, allo stremo. Eppure, per lui, “sarebbe potuto succedere anche avessi saltato Madrid o Roma. Ovviamente dovremo fare degli accertamenti”. E poi, una meritata (e forse necessaria) sosta: “Avrò bisogno di riposo, di staccare un po’. L’obiettivo sarà Wimbledon, ma sull’erba non credo mi vedrete prima”.
Sinner: "Il malore? Sarebbe potuto accadere anche se avessi saltato Madrid o Roma. Non sono un robot, già non mi sentivo bene dal mattino"
“Faceva caldo, sì, ma non c’erano situazioni estreme”, è la versione dell'azzurro in un’intervista a La Stampa. Ora nel mirino c'è già il prossimo Slam: "L’obie







