Tom Hardy non è stato licenziato da MobLand. Nonostante le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, fonti vicine alla produzione confermano a Variety che l'attore non è stato allontanato dalla serie Paramount+ e che sono anzi in corso riunioni per riportarlo nella terza stagione. La porta, insomma, è tutt'altro che chiusa: si sta lavorando per trovare una soluzione creativa che permetta a Hardy di tornare nei panni di Harry Da Souza, uno dei personaggi chiave della serie prodotta da Guy Ritchie. Le tensioni sul set, però, ci sono state. Secondo quanto riportato, Hardy avrebbe accumulato ritardi frequenti, costringendo colleghi come Pierce Brosnan e Helen Mirren ad attendere a lungo prima di girare.

A questo si sarebbe aggiunta la sua abitudine a proporre riscritture dell'ultimo minuto, pratica che l'attore difende come parte del suo metodo di lavoro ma che avrebbe creato frizioni con lo sceneggiatore Jez Butterworth. Quest'ultimo - impegnato contemporaneamente su altri progetti Paramount+ e sui quattro biopic dei Beatles diretti da Sam Mendes - avrebbe consegnato copioni spesso a ridosso delle riprese, rendendo difficile per Hardy prepararsi come desidera. La sua presenza discontinua sul set avrebbe complicato ulteriormente il confronto creativo. Nonostante ciò, le fonti escludono che ci sia stata una rottura definitiva. Hardy, spiegano, tende a lavorare meglio quando dietro la macchina da presa c'è Guy Ritchie (che figura come produttore), con il quale ha un rapporto consolidato e che non si lascia intimidire dalla sua personalità. Con altri registi televisivi, meno abituati a gestire attori dal temperamento forte, la dinamica sarebbe risultata più complessa. Anche il rapporto con il produttore David Glasser sarebbe stato "tosto", ma non tale da portare a un licenziamento.