NEW YORK – È scoppiato un caso, e anche un po’ di caos, nella serie Paramount+ MobLand. E la storia sembra la versione reale di quella cinematografica. Nelle ultime settimane il set è diventato meno un luogo di produzione e più un fronte interno, con Tom Hardy al centro di una tempesta che, tra indiscrezioni e smentite parziali, continua a espandersi senza mai davvero risolversi. Secondo più fonti riportate da The Hollywood Reporter, l’attore britannico sarebbe stato licenziato dalla serie - o almeno messo in discussione – anche se altri ambienti vicini alla produzione frenano: nulla sarebbe ancora definitivo.
Hardy, protagonista nei panni del fixer Harry Da Souza nella famiglia criminale Harrigan guidata da Pierce Brosnan e Helen Mirren, sarebbe stato coinvolto in tensioni crescenti con i dirigenti, tra cui il produttore esecutivo, il regista e sceneggiatore britannico Jez Butterworth e la 101 Studios di David Glasser. Il punto di frizione non sarebbe stato un singolo episodio ma una somma di cose: divergenze creative, riscritture, note sulla sceneggiatura e una presenza sul set sempre più problematica.
Alcuni testimoni parlano di lunghe attese nel camerino, ore in cui il set è rimasto sospeso, con cast e troupe in standby. “Faceva aspettare tutti”, ha raccontato una fonte a The Hollywood Reporter, descrivendo il comportamento dell’attore come una forma di controllo silenzioso, una tensione di potere che in un ambiente come quello di una serie corale diventa insostenibile. “Far aspettare Pierce Brosnan, Helen Mirren e altri è, direi, suicidio professionale”.












