Alle 4,45, nella notte tra domenica e lunedì, la rissa è finita, i colpi sono già stati esplosi e Alice Badalamenti è al pronto soccorso di Villa Sofia con una grave ferita alla tempia. In via Isidoro La Lumia, però, resta una Fiat 500 nera. A recuperarla si presenta il compagno della madre di Pietro Graziano: fermato sul posto, racconta di essere arrivato lì poco dopo la mezzanotte, di essersi allontanato a piedi quando aveva visto la gente fuggire e di essere tornato a riprendere l’auto solo quando la situazione si era calmata.Prima di riconsegnare la macchina, però, i carabinieri la controllano: dentro l’abitacolo trovano una giacca jeans. L’uomo dice che è di «Piero», senza indicarne le generalità complete. Ma gli accertamenti fanno il resto e gli investigatori risalgono a Pietro Graziano, il figlio della donna con cui aveva detto di avere trascorso la serata in via La Lumia.Ieri il Gip Lorenzo Chiaramonte ha convalidato l’arresto del ventitreenne per la detenzione del revolver Hopkins & Allen con tamburo a cinque colpi e ha disposto la custodia cautelare anche per il porto dell’arma in luogo pubblico e per il tentato omicidio della ragazza, centrata alla testa mentre era sull’Audi Q3 guidata dal fidanzato Alessandro Cillari.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Palermo, la scure del Gip su Graziano: «Gira armato, è pericoloso»
Resta in carcere il giovane accusato di avere ferito Alice Badalamenti: «Dice di avere mirato alle gomme e ha colpito la ragazza alla testa». Ora c’è pure il tentato omicidio











