Andrebbero arrestati per i ‘danni’ arrecati ad un’intera comunità politica, Veronica e Fabrizio. Il ‘reato’ è tra i più odiosi che si possano commettere nella comunicazione politica: induzione all’emulazione. Non si contano tra azzurri, neri e pure qualche rosso sbiadito, quelli che vogliono hablar come Roberto Occhiuto. La cosa terrificante è che, certuni, vogliano muoversi, riprendersi, respirare come Occhiuto; farsi la “scrima” (i capelli) alla Roberto.
Gli originali e le imitazioni
Il problema è che gli originali funzionano quasi sempre meglio delle imitazioni. E infatti oggi la Calabria è piena di emulatori tragici che camminano col telefonino in mano credendo di stare girando House of Cards, mentre in realtà sembrano tutorial motivazionali registrati nel parcheggio del Conad.
Veronica Rigoni, Fabrizio Augimeri e il format Occhiuto
Ripetiamo magna parte della della colpa va a scritta alla coppia che più di tutti ha costruito la “narrazione Occhiuto”, quantunque il presidente la mastichi da sempre , essendo stato editore: Veronica Rigoni e Fabrizio Augimeri. Sono loro che hanno trasformato il gubernator in un format comunicativo perfetto: ritmo veloce, telefono frontale, tono da manager internazionale prestato temporaneamente alla Regione Calabria, lessico semplice ma deciso, hashtag istituzionali e quell’aria perenne da “stiamo chiudendo una cosa importantissima”. Funzionava. E funziona ancora, perché Occhiuto, nel bene o nel male, ha personalità, velocità mentale e soprattutto una caratteristica rarissima in politica: sembra credere davvero a quello che dice.






