A poche ore da una importante discussione alla Commissione europea sulla Cina che si tiene oggi e che potrebbe aprire la strada a una guerra commerciale fra l’Ue e Pechino, la leadership di Xi Jinping mostra i muscoli. Mercoledì le Forze navali cinesi hanno intercettato e respinto la fregata olandese De Ruyter impegnata in un’operazione di libertà di navigazione nel Mar cinese meridionale. E’ la prima volta che una nave militare europea viene coinvolta in un simile incidente con le forze cinesi. Secondo le ricostruzioni, la fregata De Ruyter si trovava nelle acque di prossimità delle isole Paracelso, un arcipelago nel Mar cinese meridionale che dal 1974 è controllato dalla Repubblica popolare cinese, che lo ottenne dopo una guerra navale di conquista contro il Vietnam del sud, ma che da decenni continua a essere conteso. Secondo Pechino, la nave militare olandese avrebbe violato illegalmente lo spazio aereo e marittimo cinese. Secondo le autorità olandesi, invece, la nave operava nel pieno rispetto del diritto internazionale nell’ambito della missione “Pacific Archer”, un dispiegamento di cinque mesi nell’Indo-Pacifico con l’obiettivo di promuovere la libertà di navigazione e rafforzare i legami con i partner della regione. Nell’incontro con la De Ruyter, le forze navali cinesi non si sarebbero limitate a una manovra di interposizione, ma avrebbero impiegato anche interferenze elettroniche, rendendo l’incidente ancora più rilevante dal punto di vista militare.Dieci anni fa la Corte arbitrale della Convenzione dell’Onu sul diritto del mare sancì chiaramente che la cosiddetta Linea dei nove punti, la mappa con la quale la Cina rivendica praticamente la totalità del Mar cinese meridionale, non ha basi legali ed è fuori legge. Pechino fino a oggi ha semplicemente ignorato la decisione. L’arcipelago delle Paracelso è particolarmente strategico per la Cina, perché è il punto di lancio del monitoraggio dell’intero Mar cinese meridionale, dove transita circa un terzo delle rotte marittime mondiali, e in particolare delle isole Spratly, l’arcipelago filippino che si trova più a sud-est, e che da anni ormai la Cina, lentamente, sta cercando di sottrarre dall’amministrazione di Manila per ottenere il controllo dell’intera area. Finora le azioni militari cinesi di intercettazione e interposizione – o addirittura più aggressive – erano state riservate a mezzi delle Filippine oppure a quelli degli alleati dell’America, come Canada e Australia. Negli ultimi anni però, anche i paesi europei hanno iniziato a considerare con maggiore interesse cosa succede nell’Indo-Pacifico e quali potrebbero essere le conseguenze di un dominio sempre più esteso della Repubblica popolare nella regione – oltre alla ormai evidente connessione fra gli scenari, dall’Europa al medio oriente.L’attenzione europea è dimostrata allo Shangri-La Dialogue che si apre oggi, una specie di Conferenza di Monaco sulla sicurezza che si svolge annualmente a Singapore, organizzata dall’International Institute for Strategic Studies. Oltre a To Lam, il leader vietnamita, e al segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, quest’anno è presente un numero inedito di rappresentanti dei governi europei. Oltre al presidente del comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, la Francia è rappresentata da Catherine Vautrin, ministra delle Forze armate; la Norvegia con il suo ministro della Difesa Tore Sandvik, come pure la Lituania con Robertas Kaunas, e la Polonia con il viceministro della Difesa Pawel Zalewski. Sul versante militare, il Regno Unito è presente con il generale Rob Magowan, comandante delle operazioni cyber e speciali, e la Germania con Carsten Breuer, capo di stato maggiore. Anche l’Italia è presente con il ministro della Difesa Guido Crosetto, che però partecipa come delegato senza tenere un intervento ufficiale d’agenda. La delegazione più numerosa è proprio quella dei Paesi Bassi, una presenza che assume un significato particolare alla luce dell’incidente della De Ruyter: a Singapore c’è Dilan Yesilgöz-Zegerius, vicepremier e ministra della Difesa, e il generale Onno Eichelsheim, capo di stato maggiore. I ministri della Difesa di paesi come Giappone, Corea del sud e Filippine sono tutti lì.Lo Shangri-La è considerato soprattutto un momento di diplomazia informale, e negli scorsi anni era stato una delle rare piattaforme di dialogo diretto fra Stati Uniti e Cina: anche quest’anno, come l’anno scorso, la Cina ha deciso di non mandare il ministro della Difesa Dong Jun, e ha inviato solo una delegazione minore di funzionari e accademici, evitando discussioni a margine sull’aggressività cinese anche nel Mar cinese meridionale.
Xi Jinping alza il tiro con l’Ue
L’incidente nel Mar cinese meridionale con una fregata olandese è un segnale rilevante. Allo Shangri-La di Singapore il problema comune tra europei e asiatici è Pechino









