HomeFerraraCronaca’Festival della Pace’, quattro giorni di eventiOstellato: dal 5 al 14 giugno in programma spettacoli, concerti, pranzi e cene. "Lo scopo è sensibilizzare sulla crisi umanitaria di Gaza" .La presentazione del Festival della PaceRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn festival per la pace e la Palestina. In una sala consiliare gremita, a Ostellato è stato presentato il festival ‘100 porti – 100 città’, che prenderà il via venerdì 5 giugno per proseguire il 12 e 13 giugno e concludersi domenica 14. In programma eventi, spettacoli, concerti, pranzi e cene, all’interno di un palinsesto costruito su quattro pilastri: approfondimento, arte, socialità e partecipazione. Quella di Ostellato sarà una tappa locale del progetto nazionale nato per riportare l’attenzione pubblica sulla crisi umanitaria e politica in Palestina. L’iniziativa si propone come una forma di pressione civile dal basso per colmare il vuoto informativo e diplomatico attraverso un ‘cantiere politico diffuso’. Grazie alla mobilità di una barca e di un camper, il progetto collega le frontiere marittime alle comunità urbane e rurali, mettendo in rete associazioni, istituzioni e cittadini in un percorso di solidarietà e resistenza civile. La scelta di Ostellato non è casuale. Le Vallette, simbolo del territorio, ne definisce la sua identità. Questo permette di creare un parallelo potente con la situazione a Gaza e in Cisgiordania, dove l’accesso all’acqua potabile e alle risorse idriche è sempre più limitato. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata la sindaca Elena Rossi: "Questa iniziativa vuole provare a costruire la pace coinvolgendo persone, giovani, associazioni e realtà locali". Il festival, patrocinato dal Comune, nasce dall’impulso di ANPI Ostellato-Fiscaglia ed è frutto di una rete che coinvolge CGIL Ferrara, USB Ferrara, Movimento Tellurico e il Comitato sanitari per Gaza Ferrara, con il supporto di Arci Ferrara, Ferrara per la Palestina, Emergency, Scuola di Shiatsu e Cittadini del Mondo. Fare tappa sul territorio significa parlare di giustizia ambientale e umanitaria, legando la tutela del paesaggio locale alla difesa dei diritti fondamentali dei popoli. A portare una testimonianza diretta è stato anche Alan, giovane palestinese: "Ringrazio tutti per questa iniziativa. È fondamentale non solo per denunciare la situazione, ma anche per creare legami, connessione ed empatia". Il ricavato del festival sarà devoluto a un ospedale palestinese.