Polemiche a sinistra sull’approvazione all’unanimità in Consiglio comunale dell’atto di indirizzo per il “Percorso del ricordo“ da intitolare a Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al merito civile alla memoria. "Pur rispettando questa scelta - così Rossano Capputi, presidente provinciale Anpi – ci permettiamo di manifestare il nostro dissenso e la nostra sorpresa. Come ci ricorda Antonio Gramsci: “Dire la verità alle masse, anche quando è scomoda, ha un valore profondamente rivoluzionario, perché rompe illusioni, retorica e conformismo”. Ma la Verità bisogna raccontarla tutta e non isolare un fatto singolo seppur atroce e condannabile". Facendo riferimento agli storici Anpi sottolinea che "al crescente successo delle azioni partigiane slovene ed al radicalizzarsi della contrapposizione fra la popolazione e gli occupatori, Mussolini rispose trasferendo i poteri dalle autorità civili a quelle militari, che adottarono drastiche misure repressive. Il regime d’occupazione fece leva sulla violenza che si manifestò con ogni genere di proibizioni, con le misure di confino, con le deportazioni e l’internamento nei numerosi campi istituiti in Italia (...)Migliaia furono i morti, fra caduti in combattimento, condannati a morte, ostaggi fucilati e civili uccisi". "La deformazione sistematica della storia o il racconto parziale non aiutano a comprendere la tragedia vissuta dalle popolazioni Italiane e Slovene – aggunge Anpi –. E la conclusione non può essere che non c’è una parte giusta e una parte sbagliata". Critica sulla scelta del Consiglio comunale anche Sinistra Italiana. Mentre il dibattito si scatena nei social, replica in un post il consigliere comunale Emidio Gubbiotti (Pd): "In politica sostenere le proprie iniziative è abbastanza semplice. Lo è meno sostenere le iniziative di altri, se ci si accorge, magari raramente, che possono essere giuste. Norma Cossetto è stata insignita dal Quirinale della Medaglia d’Oro al Merito Civile, il 9 dicembre del 2005: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba“. Era presidente Carlo Azeglio Ciampi, la cui appartenenza partigiana antifascista è nota. In Consiglio comunale abbiamo votato come si doveva votare. Con senso civico. Si chiama libertà di pensiero".