Il focus. 29 maggio 2026 alle 00:30Manca ancora un progetto complessivo per il rilancio del polo di viale Diaz
A vederla così, con quei padiglioni obsolescenti, l’asfalto sul piazzale che domina dappertutto e non concede spazio a nessuna oasi di verde, quella cancellata che ha il colore (malato) della ruggine, sembra che alla Fiera il tempo si sia fermato agli anni Ottanta. Quando, cioè, in viale Diaz arrivavano centinaia di migliaia di persone per la Campionaria della Sardegna e la Fiera era uno dei simboli economici, sociali e culturali della città. Sono passati 40 anni e lo spazio di viale Diaz oggi sembra quasi ridotto a “No man’s land”, come si intitolava il film di Danis Tanovic. Perché negli ultimi anni quei 12 ettari nel cuore della città hanno ospitato qualche concerto, qualche congresso, e qualche evento espositivo (oltre a essere stato hub vaccinale durante i primi due anni del Covid). Nel frattempo, la Fiera è stata oggetto di alcuni progetti di recupero (l’ultimo, da più di 80 milioni, della Regione del 2019) ma mai attuati. Parole, tante, quindi. Da anni. Soldi tantissimi, ma sempre a parole. Risultato: di rilancio e futuro neanche l’ombra.
L’attesa
In una città che punta sempre più sul turismo, sui grandi eventi internazionali (l’ultimo, l’America’s Cup) e sulla valorizzazione del lungomare dal porto di via Roma a Sant’Elia, la Fiera rappresenta un paradosso. Un’area enorme che potrebbe diventare uno dei principali poli del Mediterraneo per eventi, congressi, spettacoli e attività culturali, e che invece oggi restituisce invece l’immagine di una struttura senza identità. «Facciamo il massimo», spiega Cristiano Erriu, direttore generale della Fiera della Sardegna. «Il dialogo con Regione, Comune» e Autorità portuale, «è di nuovo aperto, e questa una buona notizia per il rilancio della Fiera», aggiunge. Negli anni sono circolate diverse idee: demolizioni parziali (escludendo i capannoni di Adalberto Libera e Ubaldo Badas, riconosciuti come bene identitario e quindi sottoposti a vincoli), nuove strutture congressuali, spazi dedicati alla nautica, spazi moderni per la creazione di un polo espositivo permanente delle eccellenze enogastronomiche e artigianali, aree commerciali, parchi urbani, hub dell’innovazione tecnologica, e persino ipotesi legate a grandi investimenti turistici.








